«Valli a capire!» – Gli adolescenti a scuola: buone pratiche per un accompagnamento

Mercoledì 31 gennaio 2024, ore 21 presso il Salone dell’Oratorio di San Luca in via Ampère 75 a Milano.

Tutti convocati a «Valli a capire!»: un’opportunità per esplorare insieme il delicato rapporto tra i nostri figli adolescenti e la realtà della scuola. Il secondo di due incontri proposti ai genitori su “due aspetti problematici dell’impegno educativo oggi”

In un’epoca in cui la scuola diventa un terreno complesso e ricco di sfide, è cruciale affrontare questo viaggio con curiosità, senza pregiudizi e con un profondo rispetto per i ruoli di ciascuno degli attori coinvolti: genitori, figli e, appunto, scuola.

Affronteremo l’argomento in una conversazione con Lorenzo Sanna e Marcello Bramati, docenti in due scuole superiori di Milano e autori di diversi libri che affrontano il tema dell’accompagnamento allo studio (Basta studiare!) e delle scelte scolastiche (La scelta più giusta).

Comprendere i giovani è da sempre una sfida per le generazioni precedenti:

«Il nostro mondo ha raggiunto uno stadio critico, i nostri ragazzi non ascoltano più i loro genitori, la fine del mondo non può essere lontana».

e ancora:

«I giovani sono maligni e pigri. Non saranno mai come la gioventù di una volta. I giovani di oggi non saranno capaci di mantenere la nostra cultura».

Sembrerebbero frasi tratte dalla nostra quotidianità. Invece si tratta di due testi piuttosto antichi: la prima frase è stata scritta da un sacerdote egizio nel 2000 a.C., la seconda si ritrova incisa su una tavoletta babilonese del millennio precedente!

Nonostante queste sfide siano, insomma, molto antiche – e molte cose nella scuola siano rimaste immutate nel tempo (vedi l’illustrazione sulla scuola del futuro immaginata a fine Ottocento), altre sono, nel frattempo, profondamente cambiate.

Jean Marc Côté, A scuola nell’anno 2000 (1899)

L’emergere di nuove sfide, quali ad esempio le nuove tecnologie e, negli ultimi anni, l’intelligenza artificiale, plasma uno scenario almeno in parte inedito (N.B.: le prime dieci righe di questo articolo sono state scritte da una intelligenza artificiale… sic!).

Ancora a proposito di un contesto profondamente mutato negli anni: andando indietro nel tempo, riscontriamo grandi differenze nella partecipazione dei genitori alla vita scolastica dei propri figli. I genitori degli anni Settanta-Ottanta (quando a mia volta ero studente al liceo), ad esempio, non sapevano generalmente molto di quanto succedeva a scuola; e in caso di richiami verso lo studente recalcitrante erano pronti ad allinearsi e prendere le parti della scuola (con grande soddisfazione dei figli!). Eppure… siamo sopravvissuti.

Oggi i genitori possono seguire in tempo reale, tramite il registro elettronico, presenze, ritardi, valutazioni, argomenti affrontati, compiti. Possono interagire con i docenti via e-mail, socializzare e commentare nei gruppi social dei genitori, scendere in campo per prendere posizione in caso di situazioni che riteniamo critiche.

Si potrebbe, quindi, avere l’impressione che i genitori di oggi abbiano più a cuore la riuscita scolastica dei propri figli. Eppure talvolta vivono questa situazione con grande fatica: fatica a mantenere il giusto equilibrio, a non caricare eccessivamente i figli delle proprie aspettative, a lasciare il giusto spazio che possa fare emergere gradualmente scelte autonome e mature da parte dei ragazzi.

Quali condizioni rendono possibile che la scuola continui ad educare i cittadini del futuro? Quali consigli e quali buone pratiche per i genitori e per i nostri figli?

Il dibattito è aperto. Tutti convocati a «Valli a capire!», mercoledì 31 gennaio 2024, alle ore 21:00.

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