Un solo gregge (e quanti pastori?) Dalla crisi di oggi alla Chiesa di domani

I preti diminuiscono, la partecipazione dei laici cala: che fare? La riflessione su come riconfigurare la Chiesa locale in una situazione del genere non è una novità. Già nel 1969, ben prima di diventare cardinale e poi papa, Joseph Ratzinger invitava a rifletterci seriamente:

«Dalla crisi di oggi verrà fuori domani una chiesa che avrà perduto molto. Essa diventerà più piccola, dovrà ricominciare tutto da capo. Essa non potrà più riempire molti degli edifici che aveva eretto nel periodo della prosperità. Essa, oltre che perdere degli aderenti numericamente, perderà anche molti dei suoi privilegi nella società … Essa come piccola comunità solleciterà molto più fortemente l’iniziativa dei suoi singoli membri» (Conferenza radiofonica alla radio dell’Assia, Natale 1969; citato in Mortola – Brambilla, Un popolo e suoi presbiteri, p. 10).

Ma questo cambiamento può e deve essere vissuto come un invito dello Spirito al rinnovamento, non come la perdita di qualcosa a cui eravamo affezionati.

«Ecco spiegato il motivo per cui considero la metamorfosi ecclesiale in corso come una transizione: si tratta di un cambiamento che ci tocca profondamente – sia come persone che come corpo – e che non dominiamo poiché risponde a dinamiche complesse ed è determinato da molti fattori … E che non necessariamente prevede solamente momenti negativi di constatazione di ciò che non c’è più. Anche in periodi difficili come l’attuale c’è sempre la possibilità che lo Spirito ci sorprenda con i suoi doni» (Luca Bressan, “Agonia della Chiesa?, in Mortola – Brambilla, Un popolo e suoi presbiteri, pp. 138-39).

L’incontro di venerdì 20 ottobre organizzato dal Filo con don Mortola e con il professor Lampugnani ci aiuterà a comprendere meglio i problemi della nostra realtà milanese, ma soprattutto a individuare le opportunità di rinnovamento che questa trasformazione ci offre, al di là delle fatiche che inevitabilmente comporta. Non mancate!

Lascia un Commento