Sui passi della fede al Sacro Monte di Varese

Mi trovo al Sacro Monte di Varese insieme al gruppo fidanzati della parrocchia, per concludere il percorso di preparazione al matrimonio iniziato tre mesi prima.

Siamo nove coppie, accompagnate da don Attilio, pronti per salire un dislivello di circa duecento metri. Non sono esperta di montagna, ma ho fatto qualche cammino e ciò che ho imparato dalle mie esperienze passate è che questi percorsi sono davvero importanti per fare silenzio dentro di sé ed ascoltare ciò che l’interiorità ha da suggerirci.

È una giornata abbastanza soleggiata, tira appena un po’ di vento e un arco di pietra grigio-biancastra si apre su una salita pavimentata con piccole pietre rotonde grigie, rosa e blu scuro.

Il percorso si articola su un pendio ciottolato costituito da quattordici cappelle – ognuna delle quali dedicata ad un Mistero del Rosario – che conduce al santuario di Santa Maria del Monte, quindicesima ed ultima cappella.

Sentiero ciottolato con la cima del Sacro Monte sullo sfondo

La passeggiata non è particolarmente impegnativa, la salita non è troppo ripida e le cappelle concedono l’occasione per una breve sosta. Infatti, ogni cappella è una vera e propria opera d’arte, con statue che rappresentano la scena del corrispondente mistero del rosario.

Le cappelle sono divise in tre gruppi da cinque: misteri della gioia, del dolore e della gloria, separati tra loro da archi trionfali e da fontane per il ristoro dei pellegrini.

La Cappella della Presentazione al tempio è sicuramente quella che mi è piaciuta di più: i colori della cupola si mescolano all’azzurro del cielo e la struttura maestosa e armoniosa ricorda proprio quella di un tempio antico.

La cappella della Presentazione al tempio
Interno della cappella

Mentre il don ci racconta la storia del luogo, i miei occhi esplorano il paesaggio magnifico. La strada è circondata da boschi di faggi e castagni che lasciano scorgere sullo sfondo le Prealpi e i laghi di Varese, Comabbio e Monate.

Su questa altura la tradizione di fede e pellegrinaggi dura da secoli. Si dice, infatti, che nel luogo in cui si trova il santuario dedicato alla Madonna – punto di arrivo del percorso – già nel IV secolo esistesse una cappella, fatta costruire da sant’Ambrogio. Successivamente, nella seconda metà del XV secolo, le beate Caterina da Pallanza e Giuliana da Busto Arsizio si ritirarono in questi luoghi per condurre una vita di preghiera e fondarono l’Ordine delle Romite ambrosiane.

Davvero questo luogo invita alla meditazione e al silenzio, e questo mi aiuta a fissare nella mente i momenti più importanti del corso fidanzati, riflettendo e ponendomi domande. 

L’itinerario è lungo circa due chilometri, così abbiamo il tempo di condividere i nostri pensieri, raccontare eventi personali ed esprimere ringraziamenti per il percorso al matrimonio che sta per concludersi; ma, proprio come insegna questo percorso, è anche l’occasione per guardare in avanti con il desiderio di scoprire le novità che il futuro ci riserverà.

Il panorama visto dalla cima del Monte

Infine arriviamo in cima, dove, da un belvedere, si può ammirare buona parte del territorio lombardo e, poco più avanti, accedere al santuario.

All’interno, tuttavia, la celebrazione della messa non ci permette di visitarlo approfonditamente.

Poco male! La mancata visita al santuario potrebbe essere una buona scusa per tornare su questo monte, in modo da apprezzarne meglio i dettagli e, se avrò anche l’occasione di pernottare qui, meditare qualche giorno in un luogo tanto traboccante di fede. 

Il nostro gruppo

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