Opere fatte ad arte

Il proprietario della casa in cui trascorriamo le vacanze, come di consuetudine, passa a visitarci durante la nostra permanenza. Conversiamo piacevolmente con lui sul balcone di fronte al mare gustando un gelato; parlando del più e del meno, viene naturale chiedergli notizie del suo lavoro.
Anche stavolta, come gli anni precedenti, ci accorgiamo che racconta con passione dell’impresa di cui è socio; quest’anno sta lanciando un nuovo prodotto e ci tiene molto a parlarne.

Poi, a sorpresa, ci invita a visitare l’azienda. Altrettanto a sorpresa per lui, credo, nel congedarci accogliamo il suo invito.

La mia partecipazione alla ‘spedizione’ non è per nulla scontata: per me l’ideale di vacanza al mare è sempre stata la vita da spiaggia e nient’altro che quella.

Ma, mantenendo la promessa, un pomeriggio ci spingiamo nell’entroterra marchigiano, in mezzo a colline verdi e magnifiche, per vedere questo luogo di cui Roberto va così fiero.

Quasi una promessa…

Entrando dall’ingresso riservato ai clienti la primissima cosa che si nota è questa frase sulla parete: «La passione per la perfezione genera opere fatte ad arte»

Mi colpisce molto: la leggo come una dichiarazione di intenti, ma forse di più come una grande promessa. 

Un lavoro, qualsiasi lavoro fatto bene e con grande passione, può diventare un’opera d’arte?

Roberto ci fa subito entrare in una saletta e mi sorprende vedere una serie di vetrine in cui sono esposti numerosi esemplari degli oggetti fabbricati qui.

L’esposizione mi affascina per le forme e i colori (soprattutto per questi ultimi) come una mostra. Sblocco immediatamente il cellulare e immortalo tutte le vetrine quasi fossero dei quadretti, con quelle macchie, o meglio, quei ‘bottoni’ di colore. Sono piccole scene che documentano un’arte: l’arte del lavoro.

Le vetrine con i prodotti esposti

Intanto Roberto le apre ad una ad una, ci mostra alcuni tra gli oggetti spiegando la collocazione dei pezzi nelle confezioni e il funzionamento, oppure raccontandoci delle richieste dei clienti.
Lo fa con competenza, con pacato orgoglio e con un entusiasmo che si percepisce in lui pur nella sua semplicità. Poche parole, grande passione. Questi oggetti sono tutti ‘figli’ suoi, gli appartengono come un dipinto appartiene al suo autore e al tempo stesso è per tutti.

Commuoversi più di Kant

Ma viene il momento di visitare la produzione. La stessa ‘dichiarazione di intenti’ che si leggeva all’entrata la ritrovo sulla parete del capannone, sempre visibile agli operai che ci lavorano. Deve essere proprio importante!

Nel capannone le macchine vanno a pieno ritmo, ritagliano e danno forma agli oggetti, li sfornano ‘a multipli di’ – a seconda della forma dello stampo – lasciandoli cadere a pioggia su scivoli o rulli trasportatori e poi negli scatoloni e reintroducendo nella macchina gli scarti di plastica che vengono riutilizzati.

A sinistra: rullo separatore – A destra : tappi e scarti (a ‘stella’) da cui sono stati separati

Vi sembra strano commuoversi davanti a una macchina?
Kant – osserverà poi Maria Teresa, ex prof di filosofia – direbbe che non ci si commuove davanti a un meccanismo. Ma questi congegni esprimono bene l’intelligenza e la passione di chi li ha ideati, preoccupandosi non solo di rendere il prodotto funzionale, ma anche, per quanto possibile, piacevole a vedersi. E noi infatti siamo quasi commosse davanti a questo avvincente lavoro e all’impegno nella ricerca della perfezione.

Separatore a botte: separa i ‘ragnetti’ che si staccano dai pezzi per essere poi riciclati

Al centro del capannone saliamo le scale per accedere a un ufficio con le pareti in vetro da cui si osserva tutto il reparto.

La luna tra le mani

Mi guardo intorno con interesse: ad ogni angolo ci sono apparecchiature e sistemi computerizzati che misurano le dimensioni degli oggetti e ne controllano la qualità. I pezzi infatti verranno montati su altri elementi che compongono il packaging del prodotto – tubetti di maionese o di dentifricio, flaconi di profumo, dispenser, cartoni per bevande … – e perciò devono combaciare perfettamente con questi. È necessario un lavoro di grande precisione.

Comparatore digitale

Almeno cinque minuti del mio tempo li passo ad osservare (e fotografare!) un oggetto che ho posto sotto la lente di ingrandimento di un macchinario necessario ad individuare eventuali difetti. Mi pare di osservare al telescopio una strana ‘luna’ bianca di plastica.
Roberto mi lascia fare pazientemente, credo che sia un poco stupito da tanta curiosità.

Dettaglio di un componente preso con Visore Ottico

Infine, ci attende il reparto progettazione. Rispetto al capannone sembra quasi silenzioso; qui non ci sono macchinari ma begli stampi e attrezzature che nuovamente catturano il mio occhio artistico. Qui c’è proprio la ‘mente’ di tutta l’azienda: vengono progettati i prototipi e gli stampi da montare sulle macchine per realizzare quel particolare articolo con la sua peculiare forma e con una ben precisa funzionalità.

Un aggeggio arancio fosforescente decisamente mi ipnotizza: sembra la macchina del tempo… invece è un incredibile strumento per realizzare proprio i prototipi.

Stampante 3D (con tecnologia DLP)

Mentre io mi aggiro tra i banchi a caccia di altre immagini, Roberto viene continuamente incalzato da domande. Così scopriamo in lui non soltanto la creatività e l’ambizione, ma anche la passione umana per i suoi operai; tra una informazione tecnica e l’altra ci rivela la preoccupazione di non mandar via nemmeno uno di loro, anche quando avesse difficoltà ad imparare il lavoro, facendo di tutto perché possa apprendere e continuare a lavorare qui.

Quasi arte moderna

Seguo da lontano la conversazione mentre il mio obbiettivo si scatena sugli stampi e su altre attrezzature in metallo. Che oggetti originali! Alcuni potrebbero tranquillamente essere scambiati per singolari opere d’arte moderna.

A sinistra: tamponi ‘passa-non passa’ – Al centro: rullo trasportatore – A destra: piastra di stampo in assemblaggio

Ma cosa mi fa vedere questi oggetti come opere d’arte?
Il pensare al lavoro appassionato di chi ha li ha progettati per sfidare sé stesso in una nuova impresa, per il desiderio di costruire un piccolo pezzetto di mondo. E di costruirlo bello, appunto, come un’opera d’arte.

Minuscoli componenti, parti di erogatori spray per profumi

Ogni pezzo è frutto di un grande lavoro e di una stretta collaborazione; è una piccola cosa – e alcuni pezzi lo sono letteralmente tanto sono minuscoli – ma con una lunga storia alle spalle.


E’ tempo di congedarci da Roberto; e mentre lo salutiamo entusiaste di tutto, sono certa che da oggi aprire un tubetto di dentifricio mi obbligherà a ricordare questa bella storia di opere fatte ad arte.

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