L’investimento etico [#7]

LE LINEE GUIDA DELLA CEI PER L’INVESTIMENTO ESG

Nel corso del 2020 la CEI (Conferenza Episcopale Italiana) ha pubblicato un documento (La Chiesa cattolica e la gestione delle risorse finanziarie con criteri etici di responsabilità sociale, ambientale e di governance) che definisce le linee guida per l’investimento responsabile. Il documento segue testi simili di altre conferenze episcopali (USA, Francia, Germania, Austria, per citarne alcune) che, con modalità peraltro tra loro non uniformi, si propongono di assistere gli investitori che desiderano destinare i loro investimenti esclusivamente a società che non operano in contraddizione con la morale cattolica.

QUALI SONO I CRITERI INDICATI DALLA CEI PER L’INVESTIMENTO ESG?

Il documento della CEI identifica i criteri utilizzati per considerare accettabili (o meno) i titoli emessi da società (azioni e obbligazioni) o da Stati (obbligazioni). Il giudizio sull’ammissibilità degli Stati si riferisce all’investimento in titoli di Stato; ovviamente non si applica alle azioni.

Criteri utilizzati per l’esclusione degli Stati (investimento in titoli di Stato):

  • Verifica del rispetto delle libertà civili (ad es. di espressione, riunione, associazione), esistenza di lavoro forzato, tortura
  • Corruzione
  • Livello di partecipazione democratica
  • Pena di morte (gli USA non sono soggetti a questa regola, a causa della diffusione dei titoli di Stato e delle conseguenze eccessivamente restrittive che l’esclusione comporterebbe)

Criteri utilizzati per l’esclusione delle società (azioni e obbligazioni aziendali):

  • Produzione di farmaci con finalità abortive
  • Contraccettivi (abortivi)
  • Ricerca su cellule staminali (embrionali e fetali)
  • Armi controverse (mine, armi a grappolo, biologiche e chimiche, nucleari)
  • Armi generiche
  • Pornografia
  • Gioco di azzardo
  • Test su animali a scopo non farmaceutico
  • Coinvolgimento in controversie ambientali
  • Coinvolgimento in controversie di governance: ad es. diritti dei piccoli azionisti, remunerazione del top management, frode, corruzione
  • Diritti umani e trattamento dei lavoratori: ad es. discriminazioni per sesso, etnia, razza, religione, difesa della salute dei lavoratori, sicurezza sul lavoro, equo trattamento dei fornitori
  • Pratiche di finanziamento scorrette
  • Estrazione e vendita di carbone
  • Produzione di energia con carbone
  • Produttori di bevande alcoliche: non sono esclusi, vengono ammesse le società del settore con una buona qualità di rating ESG
  • Produttori di tabacco: non sono esclusi, vengono ammesse le società del settore con una buona qualità di rating ESG

Nel caso di fattori legati all’aborto, alle cellule staminali, alle armi controverse, ai test su animali, una società è esclusa anche quando solo una piccola quota del suo fatturato  si riferisce a questi prodotti. In altri casi (pornografia, gioco d’azzardo, attività legate al carbone) l’esclusione è applicata solo quando la quota del fatturato della società riferita a questi beni e servizi è maggiore di una data soglia minima.

Inoltre i titoli con rating ESG (non specificamente «cattolico») molto basso sono esclusi a prescindere dal settore economico. Si desidera evitare investimenti in società con livelli molto bassi di adeguatezza ESG, anche se non con un riferimento specifico ai criteri di derivazione «cattolica».

UN ACCENNO A QUALCHE PROBLEMA DI APPLICAZIONE: IL SETTORE FARMACEUTICO

Come spesso accade, l’applicazione di criteri formalizzati per ridurre il pericolo di valutazioni soggettive può dare luogo a conseguenze apparentemente contraddittorie. Molte società hanno un ampio ventaglio di attività e spesso solamente alcune sono considerate inaccettabili applicando criteri ispirati alla morale cattolica. Questa riflessione vale per società attive nella maggior parte dei settori economici (ad es. tecnologia, energia, farmaceutico, comunicazioni) e rende quindi problematica la scelta di non investire il proprio risparmio in società attive in settori economici vitali per la collettività, benché parzialmente coinvolte in attività non rispettose dei propri criteri etici.

L’applicazione dei criteri indicati dalla CEI implica ad esempio l’esclusione dell’investimento in società che producano beni o servizi connessi alla ricerca su cellule staminali o all’aborto, anche per quote molto limitate del loro fatturato complessivo. L’applicazione di questo criterio richiede quindi di non investire nella gran parte delle società del settore farmaceutico, che con modalità diverse sono coinvolte in ambedue i settori ‘proibiti’. È evidente che questa esclusione comporta l’impossibilità di destinare parte del proprio patrimonio al sostegno di un settore economico con una rilevanza molto significativa per un aspetto fondamentale del benessere delle persone, la salute.

È POSSIBILE SAPERE SE UN PRODOTTO DI INVESTIMENTO È COERENTE CON I CRITERI CEI?

Una società di consulenza italiana, Nummus.Info S.p.A., partecipata dalla CEI, fornisce il servizio di valutazione dei portafogli, avvalendosi dell’analisi fornita da una primaria istituzione internazionale di ricerca economica che analizza le caratteristiche di ogni società presente sui mercati finanziari mondiali rispetto ai criteri indicati dalla CEI.

Ogni titolo azionario o obbligazionario negoziato sui mercati finanziari internazionali viene quindi definito accettabile o inaccettabile secondo i criteri indicati dalla CEI.

In base a queste valutazioni, un portafoglio viene definito «conforme alle linee guida emanate dalla CEI» qualora abbia una quota inferiore al 5% investito in titoli di società o Stati non rispettosi dei criteri indicati dalla CEI.

Il risparmiatore che desideri investire i propri risparmi in titoli di emittenti allineati ai criteri CEI potrà quindi ricercare le gestioni patrimoniali, i fondi comuni o gli ETF che abbiano ricevuto la certificazione di adeguatezza ai criteri CEI.

Ci si attende che nei prossimi anni aumenti progressivamente il numero delle banche che sottopongano alla «certificazione CEI» i propri prodotti di gestione del risparmio, per consentire al risparmiatore la scelta di una gamma più ampia di strumenti che garantiscano di destinare i propri risparmi a società e Stati coerenti con i princìpi indicati dalla CEI.

UN INVESTIMENTO AZIONARIO COERENTE CON I CRITERI DELLA CEI

L’ETF (Exchange Traded Fund) è uno strumento finanziario che consente anche al piccolo risparmiatore di replicare con un solo titolo l’investimento in un paniere diversificato di titoli. Esistono ETF che permettono di replicare l’investimento in titoli per categoria geografica (le azioni quotate in USA, oppure ad esempio le azioni quotate in Giappone, in Italia, i titoli di Stato dell’area Euro, e così via), per settore economico (le azioni delle società del settore bancario, le azioni delle società del settore tecnologico, le azioni del settore petrolifero, etc).

L’ETF è analogo a un fondo comune che si preoccupa solo di replicare l’andamento di quel particolare comparto del mercato, senza la pretesa di scegliere i titoli con le migliori prospettive di mercato all’interno di quel comparto. I costi di gestione sono quindi molto ridotti, gli ETF sono quotati in Borsa, negoziabili anche per piccoli importi.

Lyxor, con la collaborazione della CEI, ha creato un ETF che replica l’investimento in un ampio paniere di azioni internazionali che rispettano i criteri indicati dalla CEI. Anche un piccolo risparmiatore può quindi investire in un diversificato portafoglio di azioni internazionali conforme alle linee guida della CEI. Per un risparmiatore di piccole o medie dimensioni sarebbe impossibile ottenere lo stesso risultato, per l’elevato numero di azioni in cui frammentare il portafoglio e per i conseguenti proibitivi costi di negoziazione. Lyxor è un’istituzione finanziaria francese, controllata dalla banca Société Générale, leader da molti anni nella creazione di ETF in tutti i settori finanziari.

L’ETF è quotato alla Borsa di Milano (ETF Lyxor MSCI World Catholic Principles ESG) ed è possibile acquistarlo attraverso qualunque banca.

Non esiste uno strumento analogo per l’investimento in obbligazioni. La parte prevalente dell’investimento obbligazionario è normalmente dedicata a titoli di Stato e i principali emittenti governativi (Italia, USA, Germania, Francia, Spagna, UK) sono accettabili secondo i criteri CEI, con l’eccezione del Giappone, per il criterio della pena di morte.

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