L’investimento etico [#6]

La Chiesa e la finanza etica

Paolo VI: lo sviluppo non è solo crescita economica.

Obiettivo dello sviluppo economico deve essere la promozione dell’uomo. Paolo VI lo ricordava nel 1967: «noi non accettiamo di separare l’economico dall’umano, lo sviluppo dalla civiltà dove si inserisce. Ciò che conta per noi è l’uomo, ogni uomo, ogni gruppo d’uomini, fino a comprendere l’umanità intera» (Populorum progressio, 1967, n. 14). Riprendendo il pensiero di  Paolo VI, obiettivo dell’investimento non può essere solo il rendimento, ma la promozione di ogni uomo e di tutto l’uomo. Cinquant’anni fa l’investimento nel rispetto di criteri etici era ancora agli inizi, ma la Chiesa affermava con chiarezza il primato della promozione dell’uomo su quello della sola crescita economica.

Papa Francesco nell’enciclica Fratelli tutti ricorda la necessità di questo primato, perché dopo decenni di straordinario sviluppo economico non si dimentichi  l’esigenza della promozione dell’uomo: «Ci sono regole economiche che sono risultate efficaci per la crescita, ma non altrettanto per lo sviluppo umano integrale. È aumentata la ricchezza, ma senza equità, e così ciò che accade è che “nascono nuove povertà”» (Fratelli tutti, 2020, n.21).

Benedetto XVI: non ha senso parlare di «finanza etica»

Benedetto XVI a questo proposito è estremamente incisivo: non è possibile definire come «etica» una particolare modalità di attività economica, come se fosse possibile condurre e promuovere iniziative economiche «non etiche».  

«Occorre adoperarsi — l’osservazione è qui essenziale! — non solamente perché nascano settori o segmenti “etici” dell’economia o della finanza, ma perché l’intera economia e l’intera finanza siano etiche e lo siano non per un’etichettatura dall’esterno, ma per il rispetto di esigenze intrinseche alla loro stessa natura. Parla con chiarezza, a questo riguardo, la dottrina sociale della Chiesa, che ricorda come l’economia, con tutte le sue branche, sia un settore dell’attività umana» (Caritas in veritate, 2009, n. 45).

In altre parole, applicando le parole di Benedetto XVI alle scelte di investimento etico, come è possibile sostenere con i propri risparmi attività economiche che non siano  rispettose dei princìpi etici fondamentali di promozione  dell’uomo?  Un’area così importante della vita sociale come la finanza non può non essere etica.

Francesco: il rispetto di valori etici (anche) nella finanza non è monopolio dei credenti

La Chiesa però fa una affermazione ancora più forte: il rispetto di valori etici nella finanza e nell’economia non può essere l’obiettivo di chi appartiene ad una chiesa o ad una particolare ideologia. Per questo Francesco afferma di scrivere l’enciclica Fratelli tutti per «tutte le persone di buona volontà» (n. 56). E padre Giacomo Costa, nella sua introduzione all’enciclica osserva: «con tutta probabilità questo rende ragione dell’assenza di riferimenti espliciti all’eucaristia, che sarebbero scontati in un documento intraecclesiale sul tema della fraternità» (Fratelli tutti, Centro Ambrosiano, p. 25).

Benedetto XVI rivendica comunque una speciale responsabilità e ruolo per la Chiesa, che  «ha un suo specifico apporto da dare, che si fonda sulla creazione dell’uomo “ad immagine di Dio” (Gn 1,27), un dato da cui discende l’inviolabile dignità della persona umana, come anche il trascendente valore delle norme morali naturali» (Caritas in veritate, n. 45).

La Laudato si’ e la cura per l’ambiente

È evidente il ruolo fondamentale che ha avuto l’enciclica Laudato si’ per la diffusione  di una profonda  attenzione alla difesa della terra e dell’ambiente. Nell’enciclica sono presenti numerosi richiami molto concreti e operativi, ad esempio «affinché nei prossimi anni l’emissione di biossido di carbonio e di altri gas altamente inquinanti si riduca drasticamente […] sostituendo i combustibili fossili e sviluppando fonti di energia rinnovabile. Nel mondo c’è un livello esiguo di accesso alle energie pulite e rinnovabili» (Laudato si’, n. 26).

Anche in questo caso, come già Benedetto XVI, Francesco rivendica una responsabilità particolare per i cristiani nella difesa dell’ambiente: «D’altra parte, anche se questa Enciclica si apre a un dialogo con tutti per cercare insieme cammini di liberazione, voglio mostrare fin dall’inizio come le convinzioni di fede offrano ai cristiani, e in parte anche ad altri credenti, motivazioni alte per prendersi cura della natura e dei fratelli e sorelle più fragili. Se il solo fatto di essere umani muove le persone a prendersi cura dell’ambiente del quale sono parte, “i cristiani, in particolare, avvertono che i loro compiti all’interno del creato, i loro doveri nei confronti della natura e del Creatore sono parte della loro fede”. Pertanto, è un bene per l’umanità e per il mondo che noi credenti riconosciamo meglio gli impegni ecologici che scaturiscono dalle nostre convinzioni» (Laudato si’, n. 64).

La Chiesa italiana ha dedicato una particolare attenzione alla definizione dei criteri che consentono agli investitori di fare scelte di investimento rispettose di princìpi etici. Ne parleremo nel prossimo e ultimo articolo di questa serie.

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