Dare o ricevere? L’incontro con una famiglia del doposcuola

Ci siamo lasciate coinvolgere dall’impegno nel doposcuola per i ragazzi nelle parrocchie di San Luca e Santa Maria Bianca di Casoretto e cerchiamo di farlo il meglio possibile: per questo oggi, con un’altra volontaria, incontreremo un papà egiziano, per parlare del figlio che ha molte difficoltà nello studio. Spesso questi incontri, destinati a comprendere meglio le necessità scolastiche dei ragazzi, diventano l’occasione per ascoltare anche i problemi delle loro famiglie e provare a fornire qualche consiglio, specialmente nel caso di famiglie immigrate che si stanno faticosamente integrando in Italia.

Eccoci quindi pronte con un lungo elenco di consigli da elargire per aiutare il ragazzo e la sua famiglia…

Dopo i saluti e le presentazioni iniziali, diciamo al padre che suo figlio dovrebbe dedicare più tempo allo studio. «Avete ragione» risponde accalorato «anch’io sono preoccupato… questi cellulari sono la rovina dei ragazzi di oggi… continuo a ripetergli che lo studio è importante e che deve dedicargli il tempo necessario, ma prima ancora dello studio, non deve mai tralasciare la preghiera: pensate che qualche volta alla sera si dimentica di pregare!».    

Mentre cerchiamo di immaginare quanti genitori italiani avrebbero la stessa preoccupazione, gli comunichiamo la nostra perplessità sul fatto che il ragazzo frequenti, oltre alla scuola italiana, anche la scuola araba: è per lui un impegno eccessivo che lo distoglie dallo studio. «Lo so, ma purtroppo non ci sono alternative: dobbiamo essere sempre pronti all’idea di dover tornare in Egitto. Qui stiamo bene e siamo contenti, ma per me è molto dura: il lavoro come operaio specializzato non basta, ho dovuto cercare un’altra occupazione. Mi sveglio alle quattro di mattina e torno a casa alle nove di sera, devo pagare un affitto di settecento euro e mantenere i miei tre figli». Ci mostra orgoglioso la foto della famiglia. «Se a un certo punto il lavoro non c’è più, devo tornare in Egitto e i ragazzi non devono perdere anni di scuola».

Gli consigliamo allora di cercare un lavoro anche per la moglie: siamo in una società occidentale, in cui le donne lavorano… Ci guarda quasi meravigliato ed è molto sereno nella risposta: «Ma… mia moglie è il pilastro della mia famiglia! È importante che lei abbia tempo da dedicare ai figli; quando i ragazzi tornano a casa trovano lei e sono tranquilli perché lei è presente… quando io arrivo a casa stanco, come farei se lei non ci fosse?».

L’argomento è delicato, cambiamo discorso. Ci sembra importante ricordargli che esiste la dote-scuola che permette alle famiglie in difficoltà di pagare i libri e il materiale scolastico. «Sì, ho fatto domanda, ma quest’anno non c’è possibilità: capisco che l’Italia sta attraversando un periodo molto difficile… non possiamo chiedere allo Stato italiano anche questo aiuto!».

Ne approfittiamo allora per ricordargli, con molta delicatezza, che ogni settimana è possibile avere una borsa-spesa dal Centro di ascolto. Ci risponde sorridente: «Lo so, tutti gli anni, a novembre, aiuto un amico del Banco Alimentare a preparare i pacchi per chi ha bisogno. Una volta mi ha chiesto se volevo prendere un pacco per la mia famiglia, ma io ho detto di no: noi facciamo fatica, ma i miei figli hanno qualcosa da mangiare ogni giorno… i pacchi della spesa sono per chi ha davvero bisogno!».

Ci rendiamo conto che non abbiamo molto da aggiungere e lo salutiamo. Ci ringrazia tantissimo per quello che facciamo per suo figlio e scappa via perché si è fatto tardi e deve correre al lavoro, anche di sabato.

E noi due, esperte insegnanti, volontarie impegnate, mamme responsabili, ci guardiamo in faccia: siamo arrivate con un sacco di consigli da distribuire, e torniamo a casa con la testa e il cuore pieni di parole vere e profonde. 

Davvero in alcune situazioni è molto più quello che si riceve di quello che si riesce a dare.

Un commento

  1. che bella esperienza!.. solo ascoltando l’altro cadono i muri e i pregiudizi….il mondo sarebbe diverso se ci sapessimo ascoltare e riscoprirci fratelli tutti

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