Coriandoli di bellezza [8#] Fiori sull’asfalto della vita quotidiana

Mi reco incuriosita alla nuova mostra di Letizia Fornasieri piena di aspettativa domandandomi se sarà fonte di ispirazione come la precedente (link).  

Abbiamo appuntamento alle undici; lei ci attende con un altro gruppetto di persone – forse amici – tra cui dei ragazzi e persino due bambini.   

Stavolta è prevista anche una breve presentazione – il che mi interessa molto – ma allo stesso tempo non voglio dimenticarmi che amo soprattutto osservare e cogliere particolari che ad altri magari potrebbero sfuggire.  

Alcuni istanti lasciati ad una prima esplorazione, poi Letizia inizia a spiegare. Tra ciò che lei ci racconta e quello che vedo io ce ne sarebbe da scrivere!  

«Seguire le cose che colpiscono» 

E’ un’espressione di Letizia che colgo immediatamente e che, infatti, interpreto alla lettera.  

Mentre la ascolto attentamente riesco a fotografare tutti i suoi quadri: non ce n’è uno che non abbia il suo fascino e la sua bellezza.  

I primi a colpirmi come sempre sono i colori, del resto lo so bene che è quello il mio punto debole!

Mi piacciono le tinte forti, accese; le macchie di colore irregolari; il tratto sicuro e allo stesso tempo libero e un poco ‘scarabocchioso’, selvaggio; l’approssimazione delle forme; lo spessore della pittura sulla tela, consistente, robusta.
E lei che tranquillamente ci passa sopra le mani. Li tocca i suoi quadri, non sono oggetti fragili, intangibili, esposti solo per essere guardati. Mentre ti indica i dettagli, li ‘prende’ con le dita.  

Lo spessore, interrotto dalle fenditure fatte col dorso del pennello per togliere colore, scalfisce la tinta creando dei solchi.

I raggi delle ruote delle moto, ad esempio, sono realizzati così e sono bellissimi.

E la ragnatela di macchie geometriche dietro ai semafori! 

Gli oggetti, soprattutto semafori e tram, sbalzano fuori enormi dalle grandi tele. Svettano sopra la massa di autovetture bianche tutte uguali, come a evidenziare senza ombra di dubbio ciò che ci interessa vedere. Ciò che lei ha visto e vuole proporre a noi.  

La luce del mezzogiorno che proviene dalla vetrina sulla strada colpisce di traverso una delle opere e la differenza degli spessori brilla e risalta in modo particolare. 

Chissà fin dove l’artista è cosciente della forma che dà alla sua opera… 

Arrendersi  

Sì, certo, un artista maneggia il colore e lo mette dove ‘sa’ e vuole lui. Ma alla fine… si deve arrendere.  

Per esempio, all’enormità del quadro, che si impone, «comanda lui» – ci svela Letizia. 

O ancora, alla tinta fresca che cola giù dalla tela e «la lascia fare, la lascia andare dove va».

Allora le magnifiche ruote delle moto (ancora loro!), l’enorme camion verde dei netturbini e le autovetture bianche, così come la donna sul tram, piangono rivoli di tinta, come fossero osservati attraverso un vetro battuto dalla pioggia.  

Dove ci sono i fiori  

Ero abituata a pensare una Letizia floreale, anche se nei suoi tanti anni di lavoro i soggetti sono stati molteplici. Ma appena entrata nella galleria temevo mi sarebbero mancati i suoi fiori che avevo tanto gustato nell’esposizione del 2021.

Invece no! Perché ad un certo punto mi accorgo che anche qui, in un certo senso, i fiori – moltissimi – ci sono.  

Cosa mi fa accorgere di questo? Incredibile, ma… è l’interno di un tram. Lo osservo assorta mentre Letizia conversa con alcuni dei visitatori.

Quasi subito scatta l’associazione: ma certo! Il verde è quello delle sue foglie, i sostegni che tagliano verticalmente lo spazio sembrano arbusti o canne al vento anche leggermente curve, e quei bottoni gialli e rossi – gli obliteratori – spuntano come boccioli di fiori, lì nel mezzo.  

Dopo questo aggancio, vedere il resto è più facile, più immediato: i fiori li ritrovo in due quadretti solitari, retaggio di una precedente mostra, deliziose macchie di giallo e lilla. E questo è semplicemente ovvio.

Ma poi i fiori spuntano dietro ai semafori dei tram. 
Fiori dietro all’altro semaforo rosso solitario quasi appeso nel nulla. 

Un po’ sfocato (colpa mia!), ma ne valeva la pena

‘Fiore’ è il meraviglioso semaforo multiplo che si erge da una corolla di petali neri e bianchi.
Tutto aggrovigliato in mezzo al traffico, accende il suo occhio rosso centrale circondato da lampadine da strada che mi paiono piccole delicate campanule bianche su uno sfondo quasi dorato.   

Ecco dove sono i fiori di Letizia. Si trovano fiori anche dentro gli oggetti banali, quotidiani, del traffico. Anche lì, Letizia vede l’armonia e la bellezza.  

Ma coglie anche tutta la quotidianità.  

Titoli geniali spaiati

La vita normale, cittadina. Ciò che vediamo tutti i giorni, qui è amplificato dalla visione artistica. 

Questi suoi quadri, infatti, hanno dei titoli che non descrivono minimamente le scene rappresentate.
All’inizio resto un po’ disorientata. Li leggo e rileggo: «GAS E PETROLIO, IL MERCATO SENTE LA TENSIONE», «LA CHIATTA DELLE POLEMICHE», «NON VOLEVA LAVORARE IN NERO», o ancora «OGGI SCIOPERO DEI MEZZI PUBBLICI».

Il titolo di questo quadro (visibile in basso a destra) è: «LA GUERRA INVADE LA VALLE»

Non capisco il senso di questa strana scelta…
Poi è Letizia a spiegare: i titoli sono presi dai giornali perché lei vuole rappresentare la vita del mondo impastata dentro il quotidiano. Nella quotidianità, la coscienza dell’attualità.

La realtà non può starne fuori, non ce la possiamo dimenticare.  

Così si è buttata nella realtà, portandosi dietro i fiori di bellezza e mettendoli insieme a tutte le notizie del mondo.

I suoi ‘fiori’ nel grigiore del traffico, così impastati di attualità: questo è il loro fascino. 

Mentre sto per uscire, mi volto ancora per un ultimo sguardo a uno dei semafori.
Il rosso acceso brilla tanto che ricorda una rosa, le altre due luci, invece, vetri trasparenti come lenti di occhiali, sono completamente invase dall’albero che sbuca dietro e di fianco; mimetizzate nella vegetazione diventano un tutt’uno col semaforo stesso.


Quella di Letizia non è ingenuità. Le notizie e la quotidianità, spesso amara, vanno affrontate anche con uno sguardo fresco di bellezza; bellezza che esiste ed apre alla speranza.  

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