Coriandoli di bellezza [# 5] Nulla fu mai più come prima

Non so se conoscete il film The Passion di Mel Gibson – ma lasciatemi supporre di sì – e se vi è capitato di vederlo anche più di una volta.

Io, nell’arco di vent’anni, ho avuto varie possibilità, occasionali e cercate.

Non nego che sia un film particolarmente cruento – per amor di cronaca o per eccesso di realismo – e capisco che, per questa ragione, molti dopo il primo duro impatto non ci tengano a rivederlo.

Ma è anche un film dalle tante scene di ispirazione caravaggesca nelle sue inquadrature calde e concrete, e questo lo rende interessante fin da subito.

Dopo qualche proiezione, però, non mi limito più a godere del fascino caravaggesco e noto un’altra particolarità.

Quelli che vi condivido, dunque, non sono miei pensieri estemporanei, ma osservazioni maturate in questi ultimi anni.

Sguardi

The Passion of the Christ è un’opera densa di sguardi la cui caratteristica è che sono tutti rivolti a Gesù, «a Colui che hanno trafitto».

Vale la pena di approfondirne alcuni, aiutati anche da immagini tratte dal film.

Come non ricordare allora il primo sguardo, quello di Satana, che viene proposto sin dalle prime scene, così subdolo ed ambiguo tanto che è rappresentato con volto femminile e voce maschile.

Inquietante simbolo della doppiezza del maligno.

Anche il diavolo conosce Gesù ed è costretto a guardarLo; anzi, più che guardare, Lo osserva. Lo osserverà dall’inizio alla fine, fino alla morte, della quale si dispera perché per lui l’evento della salvezza è il più catastrofico della storia.


Tutti gli altri sono invece gli sguardi dell’incontro.
Molti, in questo tratto della vita di Gesù, sono addirittura gli sguardi del primo incontro con Lui ed alcuni tra questi sono proprio indimenticabili.

Molto di più

Malco: è il nome servo del sommo sacerdote a cui Pietro taglia l’orecchio con la spada.

È uno dei primi che mi colpiscono per intensità: dopo essere stato risanato gli rimangono quegli occhi sbarrati e stupiti di chi non si capacita dei fatti. Resta indifferente ai richiami dei suoi compagni che hanno arrestato Gesù e lo stanno portando via in catene. Non segue più loro, ma segue Lui con un lungo sguardo, come frastornato e confuso. Pieno di incredulità.

Al centro, Malco prima della partenza dei soldati verso il Gestzemani

Seduto a terra immobile, resta indietro, anzi forse invece è già oltre, incamminato per un’altra via…

E’ quello per lui il miracolo, molto di più del suo orecchio risanato.

La polvere e la vita

Come un flashback rivediamo la nota sequenza in cui Maddalena viene risparmiata dalla lapidazione proprio perché in quella occasione incontra Gesù.

La scena – lentissima in modo persino esasperato – sembra non finire mai; lo sguardo di lei chino sulla polvere, scorre prima ai piedi di Gesù e poi su, per tutto il suo corpo, come al rallentatore. Forse come se avesse un ultimo ritegno o timore di vedere il vero volto. Una ‘conversione’ lentissima, una presa di coscienza lunghissima, decisiva.

Il primo sguardo

Pietro Sarubbi, l’attore che nel film è Barabba, racconta in alcune interviste che durante le riprese Mel Gibson dispone che nessuno incontri l’interprete di Gesù prima di girare la sua prima scena con lui.
Così che quella sia la prima volta in assoluto che sta di fronte non solo all’uomo-Gesù ma anche all’uomo-attore, e il suo sguardo possa essere di autentica, spontanea sorpresa.

Anche Sarubbi-Barabba Lo vede per la prima volta nella scena in cui impersona l’assassino liberato al posto di Gesù.

Arriva tutto tronfio e si gira a guardarlo con un movimento ovvio, immaginando già chi si troverà davanti agli occhi.
Distoglie meccanicamente lo sguardo per un momento, e solo dopo realizza che ha trovato qualcuno che non si aspettava. Allora velocemente decide di tornare a Lui.
Un momento, questo, più lungo e intenso. Il ghigno intanto gli è scomparso dal viso lasciando posto ad un atteggiamento di meraviglia.

È un rapporto misterioso nel quale Barabba forse intuisce lontanamente, senza comprendere. (1)

Chi mi sostiene

Ma torniamo alla Via Crucis e al Cireneo che si lascia conquistare da Gesù.

Nel loro percorso insieme si nota tutto il cambiamento degli sguardi da parte di Simone: prima di diffidenza, poi di curiosità, poi pieno della domanda di chi non capisce con che strano uomo abbia a che fare, poi di compassione.

Infine, dopo la terza caduta di Gesù, Simone Lo guarda con una diversa coscienza e cerca anche di sostenerLo, di incoraggiarLo. Insieme portano la Sua Croce ed è talmente un reggersi l’un l’altro che non si capisce più chi sostiene e chi è sostenuto…

Ma che un uomo qualunque possa immaginare di sostenere il Salvatore del mondo…!
Eppure è così: Lui oggi si affida a noi.

Battesimo di Longino

Il servo del centurione, Longino, è lì presente sulla scena solo per fare il suo dovere: è in servizio.
In alcuni movimenti mostra esperienza, conosce il suo lavoro e cerca di portare anche un certo rispetto al condannato. In altri è impacciato, forse come tutti i presenti storditi dal terremoto appena avvenuto.

In ultimo, come previsto, infila la lancia nel Suo costato.

Ed è lì che accade l’incredibile: il suo ‘battesimo’ di sangue ed acqua. Se ci pensiamo è il primo vero Battesimo di Gesù.

Longino ne viene letteralmente inondato e cade subito in ginocchio con il volto rivolto in alto verso di Lui tendendo le mani come in preghiera, per ricevere tutta quella grazia. Il suo rispetto è diventata adorazione.


Ce ne sono mille di queste scene nel film: i flashback di Gesù con Sua Madre, Pietro dopo il tradimento, l’apprensione di Claudia e i dubbi di Pilato, l’incontro con la Veronica lungo la via, Disma salvato in cima alla croce, il centurione sconcertato che alla morte di Gesù si leva l’elmo. Tutte scene bellissime da scoprire.

Pietro incrocia lo sguardo di Gesù dopo il tradimento
Le parole di Gesù a Sua Madre in una scena del film:
«Ecco io faccio nuove tutte le cose» (Ap. 21,5)

Ma c’è una scena che mi ha fatto comprendere tutte le altre. L’immagine iconica che mi ha colpito di più ha luogo durante la visita di Gesù a Erode.

Solo per te

Erode riceve Gesù a corte, attorniato da concubine, prostitute, eunuchi, servitori, giullari, tutti in attesa di godersi la scena di questo ospite un po’ strano.

All’entrare di Gesù iniziano scherzi e battute, scoppiano risate sguaiate mentre l’inquadratura fa una carrellata di volti truccati e personaggi grotteschi. Poi, in ultimo, si ferma un istante su di lei.

Bastano quei brevi attimi per regalare uno dei momenti per me più commoventi del film: la scena di un incontro.

Gesù flagellato e insanguinato entra in silenzio; non guarda Erode, non sembra interessato a lui; e infatti non discuterà né risponderà alle sue domande. L’incontro con Erode in fondo appare insulso, inutile.

Mentre Erode sta in un’attesa curiosa di segni prodigiosi e gli altri creano frastuono e confusione, lì in mezzo a loro c’è una persona immobile e silenziosa. Lei sola non si unisce agli altri nel divertimento. Gesù è come se fosse lì solo per lei, una prostituta.

La sua figura, confacente con l’ambiente in cui si trova, stona allo stesso tempo. È distaccata dalla scena e Lo guarda con profonda serietà.

Quando Gesù si gira, per una frazione di secondo mette gli occhi nei suoi, quegli occhi semichiusi già tumefatti dalle percosse.

Gli sguardi si incontrano, la donna prima abbassa lentamente il suo, poi china anche la testa. Quel moto impercettibile del capo è accompagnato dal lievissimo risuonare dei suoi ornamenti pendenti.

Tutto è contenuto in quei pochissimi secondi e movimenti essenziali. In un tintinnio flebile, appena accennato ma distinto, come un segnale che attutisce gli schiamazzi.
Dentro quella vergogna bruciante, ma che forse le porta la pace del perdono.

Quella donna sarà poi rimasta fedele al Suo sguardo? Non lo sappiamo; ma è certo che mentre Erode, desideroso solo di fantastici prodigi, ha perso il vero segno, per lei da quell’istante in poi nulla sarà più come prima.


«Volgeranno lo sguardo a Colui che hanno trafitto» (Gv 19,37)
Gli uomini e le donne che Gesù incontra e ricambiano in questo modo il suo sguardo sono tutte persone con una domanda o con un buio dentro, in ricerca.

Per questo il loro incontro è così determinante e il buio di quella donna che esplode nel silenzio, viene rischiarato dagli occhi di Cristo.

Avessimo la coscienza che anche tutti noi siamo guardati così!

Buona Settimana Autentica e Buona Pasqua!


(1) Guarda la testimonianza dell’attore Pietro Sarubbi che racconta la sua conversione dopo l’incontro con lo sguardo di Gesù nel film The Passion – durata 20 minuti

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