Coriandoli di bellezza [# 3] Il Mistero gioioso

Esistono innumerevoli rappresentazioni della Natività, ma ce ne sono alcune a cui son particolarmente affezionata.

Da dove viene la Luce

La prima è un’opera del pittore seicentesco olandese Gerard van Honthorst (Utrecht 1590-1656) – meglio conosciuto come Gherardo delle Notti – che ho ricevuto come cartolina di auguri molti anni fa.
L’avrò sicuramente conservata in qualche libro, chissà dove, e purtroppo non ricordo più la dedica, ma l’impatto con il dipinto è rimasto vivo.
Al momento di pubblicare questo articolo mi accorgo che l’ho già utilizzata come copertina del mio post natalizio 2022, tanto per intenderci…

Adorazione del Bambino, Gherardo delle Notti (1619-1620) Galleria degli Uffizi

Di questo dipinto di stile un po’ caravaggesco, dalle belle fattezze dei personaggi e dalla suggestiva scena notturna, mi colpisce soprattutto il fatto che la Luce proviene proprio dal Bambino.

E’ Lui il chiarore che illumina tutti i volti intorno.
Pur non distinguendo bene il Suo viso, possiamo però vedere l’effetto che produce su coloro che gli stanno accanto. E’ quel viso che fa intravvedere, nascosti nell’ombra, i lineamenti di San Giuseppe compiaciuto; che dal basso riluce sul viso di Maria in contemplazione silenziosa e gli dà calore e consistenza; che esalta gli sguardi dei due piccoli angeli tanto da farli parlare con il loro sorriso.


Come un lampo di rosso e oro

La seconda opera, più recente – credo degli anni Duemila – é meno esplicita. Che si trattasse di una natività me lo ha spiegato chi me l’ha regalata. Da sola sono convinta che non l’avrei facilmente intuito.

È un dono insolito e originale (quasi mai ricevo quadri in regalo) e con una storia particolare. L’autore, sconosciuto ai più tanto che non ne ricordo nemmeno il nome, è una persona ospitata per qualche tempo in una Comunità di recupero. In questo cammino di cura e riconquista di se stesso scopre di avere un dono artistico e viene incoraggiato a coltivarlo.

Natività

L’originale che vedete nell’immagine è appeso in camera mia, negli ultimi quattro anni fedele compagno anche del mio smart-working.

Non so dire esattamente cosa mi abbia affascinato da subito, ma forse si tratta proprio di questo modo artistico di esprimersi non evidente, non plateale, un po’ nascosto. Mistero che lascia spazio all’immaginazione.

Alla ruvidità della carta dalle venature irregolari che si mischiano ai colori, si aggiungono una striscia di cielo di un livido grigio-azzurro striato dalla neve, fredde pennellate orizzontali come fossero folate di vento ghiacciato, il caldo appena accennato della tinta sabbia del deserto sul contorno.

Natività – particolari

Due minuscoli puntini rossi e oro appaiono in un angolo, sperduti ai bordi del nulla, come se fossero appena entrati nella scena: sono Giuseppe e Maria in viaggio.

E, in mezzo a tanta desolazione, quella striscia dagli uguali brillanti colori che cade dall’alto.
In mezzo all’indistinto, viene la Salvezza.


Il Presepe della gioia

La terza natività se vogliamo è ancora più particolare. È un presepe di playmais creato da una delle mie nipoti.
Già da piccola Benedetta mostra una straordinaria manualità ed a otto o nove anni costruisce in casa sua un Presepe che io le ammiro molto.
L’anno dopo a Natale ricevo da lei in regalo un Presepe completo, costruito apposta per me e, per alcuni anni a seguire, ogni volta una nuova statuina si aggiunge alle prime.

Presepe di Benedetta – installazione del 2012

Di questo insieme mi colpiscono il gioco dei colori, l’allegria e la fantasia. La precisione e la cura per il particolare mi ricordano che amicizia, amore e affetto, tutti i sentimenti insomma, sono sempre attenti ai dettagli.

Bambina danzante con una ghirlanda di colori

In questo Presepe non ci sono solo la Sacra Famiglia, l’immancabile pastore con le pecorelle, gli angeli e i Re Magi, ma anche: la bimba accompagnata per mano dalla sua mamma, la ragazzina danzante, alcune eleganti principesse, la lavandaia con le trecce bionde, la venditrice di caldarroste col suo fornelletto, il simpatico salumiere e, da ultimo anche in ordine di tempo, un magnifico tessitore di tappeti… Tutta la realtà è rappresentata.

La mamma e la bambina, sullo sfondo il venditore di salumi
La venditrice di caldarroste e il banchetto del tessitore di tappeti

E’ il mondo di Benedetta da bambina, compreso il ragazzino sull’altalena appesa ad un albero, proprio come quella che dondola dal ciliegio nel giardino di casa sua.

Bambino sull’altalena appesa ad un albero in fiore


In primo piano, la Madonna culla il Bambino in braccio con gli occhi fissi a Lui mentre, dentro la mangiatoia, Benedetta ha lasciato una piccola coperta, anche questa di playmais, per riscaldarlo.

La Madonna col Bimbo, l’angelo in festa sullo sfondo e, a destra, San Giuseppe

…………………..

Sono tre ‘artisti’ e tre stili assolutamente diversi tra loro, ma tutti con questo sguardo da bambino che si stupisce per il Fatto più determinante capitato nella nostra storia.

Papa Francesco ha scritto:

La fede, non solo guarda a Gesù, ma guarda dal punto di vista di Gesù, con i suoi occhi: è una partecipazione al suo modo di vedere.

Sono passati anni da quando ho ricevuto questi regali.
Nelle tre Natività trovo il Mistero che viene nel nostro freddo deserto a farsi conoscere, la Luce di quel Bambino che illumina le nostre tristezze e ci dà uno sguardo nuovo su tutto, la Gioia semplice ma travolgente con cui Benedetta ha rappresentato il modo che Gesù ha di guardare il mondo.

Buon Santo Natale a tutti!


Se vuoi vedere una breve presentazione (durata 4 minuti) della ‘Natività’ di Gherardo delle Notti CLICCA QUI

Un commento

Lascia un Commento